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La Provvidenza non manca mai!

Siamo a Salzano.

Don Giuseppe è lì in cucina, seduto a una piccola tavola, al pallido bagliore di una vecchia lanterna. Che ti fa mai, il nostro futuro Pio X, a quell'ora? Da parroco buono, semplice e saggio, giocava all'«oca» con alcuni fanciulli del paese...

Arrivo di don Carlo Carminati. La mattina dopo la messa la sorella di don Beppi mi tira in disparte come per dirmi qualche cosa in confidenza. Mi disse infatti: "Don Carlo sappia che stamattina è capitato qui, per nostra buona ventura, un uomo che ha della buona tela". "Benissimo", dico io. "Ma senta", dice lei, "don Beppi ha riscosso ieri un po' di denaro". "Buono anche questo secondo punto, anzi migliore del primo", interrompo io.

"Ebbene", ripiglia lei, "faccia la carità, lei che è tanto buono e conosce chi è mio fratello; lo preghi che si comperi un po' di tela! Capisce, don Carlo? Don Beppi non ha più biancheria personale!". "Ho capito", dissi io, "guarderò di fare del mio meglio".

Venne il venditore di tela; io feci la mia ambasciata con relativa istanza bene documentata all'amico don Beppo. Ma lui: "Lasciate là, lasciate là", rispose. Visto pertanto che da quella parte la fortezza non avrebbe ceduto in alcuna guisa, tentai uno stratagemma abbastanza arrischiato. Ma don Giuseppe era buono e fu la sua bontà che spinse al grave rischio.

Facemmo venire avanti il venditore di tela; ne tirammo il contratto ad un tanto per metro, designammo il numero dei metri e poi si disse franchi: "Tanti metri, tanti denari: don Beppi paga". Egli ci diede una occhiata, un po' di traverso, scosse il capi, strinse le labbra e poi: "Anche tu vieni qui", disse, "a tradirmi e a macchinare inganni!". Fu buono e pagò.

"Benedetto il suo arrivo, don Carlo", esclamò contenta più che una pasqua la buona Rosa, "se oggi non era qui Lei, domani non si aveva più (e poi lei lo sa il debole di mio fratello) né tela, né soldi".

 

La PROVVIDENZA NON MANCA MAI. Questa è la frase che si riscontra spessissimo nelle lettere del Sarto; e c'è nelle lettere di lui chierico, di lui prete, di lui vescovo e di lui cardinale. Ti annuncia una difficoltà, ti manifesta un suo dolore, i suoi impicci, ma poi finisce sempre con questa frase piena di fede: "Basta! La Provvidenza non manca mai!".

Ad una questua fatta in parrocchia dal segretario comunale Giaocomo Cusinati, compare del parrocco Sarto, per un caso pietoso, l'arciprete Sarto offre venti sacchi di granoturco (l'annata era scarsa assai) ed io (è ancora don Carlo Carminati che racconta) visitando per ogni angolo la Canonica, mi accorsi che per sé e le sorelle non era rimasto che «un gramo mucchietto di fagiuoli allampanati e mezzo tisici».

"E tu, don Beppo, come te la caverai, ora che ti sei spogliato di tutto?". "Va là, va là", mi rispose, "la Provvidenza non mi mancò mai!"

 

 

Fonte: Ignis Ardens luglio-agosto 1957

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