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Letture di oggi e calendario liturgico

  • Venerdì 21 Giugno : Secondo libro dei Re 11,1-4.9-18.20.
    In quei giorni, Atalia madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si propose di sterminare tutta la discendenza regale. Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazia, sottrasse Ioas figlio di Acazia dal gruppo dei figli del re destinati alla morte e lo portò con la nutrice nella camera dei letti; lo nascose così ad Atalia ed egli non fu messo a morte. Rimase sei anni nascosto presso di lei nel tempio; intanto Atalia regnava sul paese. Il settimo anno Ioiada convocò i capi di centinaia dei Carii e delle guardie e li fece venire nel tempio. Egli concluse con loro un'alleanza, facendoli giurare nel tempio; quindi mostrò loro il figlio del re. I capi di centinaia fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiada. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio e quelli che smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiada. Il sacerdote consegnò ai capi di centinaia lance e scudi del re Davide, che erano nel deposito del tempio. Le guardie, ognuno con l'arma in pugno, si disposero dall'angolo meridionale del tempio fino all'angolo settentrionale, davanti all'altare e al tempio e intorno al re. Allora Ioiada fece uscire il figlio del re, gli impose il diadema e le insegne; lo proclamò re e lo unse. Gli astanti batterono le mani ed esclamarono: "Viva il re!". Atalia, sentito il clamore delle guardie e del popolo, si diresse verso la moltitudine nel tempio. Guardò: ecco, il re stava presso la colonna secondo l'usanza; i capi e i trombettieri erano intorno al re, mentre tutto il popolo del paese esultava e suonava le trombe. Atalia si stracciò le vesti e gridò: "Tradimento, tradimento!". Il sacerdote Ioiada ordinò ai capi dell'esercito: "Fatela uscire tra le file e chiunque la segua sia ucciso di spada". Il sacerdote infatti aveva stabilito che non venisse uccisa nel tempio del Signore. Le misero le mani addosso ed essa raggiunse la reggia attraverso l'ingresso dei Cavalli e là fu uccisa. Ioiada concluse un'alleanza fra il Signore, il re e il popolo, con cui questi si impegnò a essere il popolo del Signore; ci fu anche un'alleanza fra il re e il popolo. Tutto il popolo del paese penetrò nel tempio di Baal e lo demolì, frantumandone gli altari e le immagini: uccisero dinanzi agli altari lo stesso Mattan, sacerdote di Baal. Tutto il popolo del paese fu in festa; la città restò tranquilla.
  • Venerdì 21 Giugno : Salmi 132(131),11.12.13-14.17-18.
    Il Signore ha giurato a Davide e non ritratterà la sua parola: "Il frutto delle tue viscere io metterò sul tuo trono! Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza e i precetti che insegnerò ad essi, anche i loro figli per sempre sederanno sul tuo trono". Il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua dimora: "Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l'ho desiderato. In Sion farò germogliare la potenza di Davide, preparerò una lampada al mio consacrato. Coprirò di vergogna i suoi nemici, ma su di lui splenderà la corona".
  • Venerdì 21 Giugno : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,19-23.
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!»
  • Venerdì 21 Giugno : San Gregorio Nisseno
    "Gli occhi tuoi, dice lo Sposo [del Cantico dei Cantici], sono colombe" (Ct 1,15). (...) La lode sugli occhi [della Sposa] è dire che sono colombe. Ecco cosa mi sembra che significhi. Quando le pupille sono chiare, chi le fissa può vedervi il suo volto. Coloro che sono esperti nello studio dei fenomeni della natura dicono infatti che l'occhio è colpito dalle immagini che emanano oggetti visibili e produce così la visione. Ecco perché si loda la bellezza degli occhi dicendo che l'immagine della colomba appare sulla loro pupilla. Poiché si riceve in sé l'immagine qualsiasi cosa si guardi. Chi non guarda né verso la carne né verso il sangue, fissa lo sguardo sulla vita spirituale; come dice l'Apostolo, vive nello Spirito (Ga 5,25), cammina secondo lo Spirito; è diventato interamente spirituale, non più psichico o carnale. Ecco perché l'anima liberata dalle passioni carnali riceve la testimonianza che possiede negli occhi l'immagine della colomba, cioè il segno della vita spirituale brilla nella pupilla della sua anima. Poiché l'occhio purificato è diventato capace di ricevere l'immagine della colomba, può anche contemplare la bellezza dello Sposo. E infatti è quando la ragazza possiede la colomba negli occhi che fissa per la prima volta la bellezza dello Sposo. "Nessuno infatti può dire: "Gesù è Signore!", se non sotto l'azione dello Spirito Santo." (1 Co 12,3). Ed ella dice: "Come sei bello, amato mio, quanto grazioso!" (Ct 1,16). Da quando null'altro mi pare bello e mi sono distaccata da tutto ciò che prima contavo come cose belle, mai il mio giudizio sulla bellezza si è smarrito, al punto di farmi trovare bello null'altro che te. (...) La tua bellezza si estende a tutta l'eternità della vita. Tu hai come nome: Amore degli uomini.

Fonte: Vangelo del giorno


Anno Liturgico

 

Date mobili del calendario liturgico (giorno/mese)

Anno Merc. Ceneri Palme Pasqua Ascensione Pentecoste Trinità Corpus Domini Sacro Cuore 1a di Avv.to
202413/224/331/312/519/526/52/67/61/12
20255/313/420/41/68/615/622/627/630/11
202618/229/35/417/524/531/57/612/629/11
202710/221/328/39/516/523/530/54/628/11
20281/39/416/428/54/611/618/623/63/12
202914/225/31/413/520/527/53/68/62/12
20306/314/421/42/69/616/623/628/61/12
203126/26/413/425/51/68/615/620/630/11
203210/221/328/39/516/523/530/54/628/11
20332/310/417/429/55/612/619/624/627/11
203422/22/49/421/528/54/611/616/63/12
20357/218/325/36/513/520/527/51/62/12
203626/26/413/425/51/68/615/620/630/11
203718/229/35/417/524/531/57/612/629/11
203810/318/425/46/613/620/627/62/728/11
203923/23/410/422/529/55/612/617/627/11
204014/225/31/413/520/527/53/68/62/12


 

Cosa è l'anno liturgico

L’anno liturgico celebra e rinnova la vita di Gesù distribuita nell’arco di un intero anno. Rappresenta per ogni cristiano un cammino di salvezza, durante il quale ognuno è invitato a fare propria l’esperienza terrena e spirituale di Gesù, per trasformare la propria vita e renderla più degna e santa secondo il Suo modello. Il cuore dell’anno liturgico è il Triduo Pasquale, poiché ricorda la passione, la morte e la risurrezione di Gesù. L’anno liturgico comincia con l’Avvento e termina con la solennità di Cristo Re, festeggiata nella trentaquattresima domenica del Tempo Ordinario, a fine novembre. L’anno liturgico si misura in settimane ed è composto dal Temporale, che comprende il ciclo natalizio di Avvento e Natale, il ciclo pasquale con Quaresima e Pasqua, e le 34 domeniche del Tempo Ordinario, e il Santorale che comprende, invece, i giorni dedicati alla memoria dei Santi.

Ciclo domenicale

In attuazione della Costituzione Sacrosanctum Concilium (art 51) del Concilio Vaticano II, il rito romano ha organizzato la lettura del Vangelo nella celebrazione domenicale e festiva in un ciclo di tre anni: anno A > S. Matteo, anno B > S. Marco, anno C > S. Luca (il Vangelo S. Giovanni viene lasciato prevalentemente al tempo di Natale e di Pasqua).

È come se il ciclo fosse iniziato il primo anno cristiano: l’anno 1 sarebbe stato A, l’anno 2 B, l’anno 3 C, l'anno 4 nuovamente A. Quindi per conoscere il ciclo di un anno liturgico: dividere l'anno (oppure la somma delle cifre dell’anno) e dividere per 3 e considerare il resto: se è 1 > anno = A, se è 2 > anno = B se è 0 > anno = C

Ciclo feriale

Le messe feriali seguono un ciclo biennale per la prima lettura ed il salmo, ma non per il Vangelo (la 2. lettura non c'è nelle messe feriali): anno I per gli anni dispari e anno II per gli anni pari.

Pasqua

Nel Concilio di Nicea del 325 d.C., fu stabilito che la Pasqua venisse celebrata la domenica successiva al plenilunio che viene subito dopo l’equinozio di primavera.

Ne deriva che la ricorrenza più “bassa” è il 22 marzo, se il plenilunio si verifica addirittura il 21 marzo ed è sabato; qualora il plenilunio si verificasse il 20 marzo, bisognerà aspettare il plenilunio successivo (dopo 29 giorni) arrivando al 18 aprile. Se questo giorno cade di domenica, occorrerà fissare la data della Pasqua alla domenica successiva, ovvero il 25 aprile, la Pasqua più alta possibile. In questo secolo e in quello precedente, si è celebrata una “Pasqua bassa” il 23 marzo 1913 e un’altra il 23 marzo 2008, mentre una “Pasqua alta” si è avuta il 25 aprile 1943 e la prossima si avrà il 25 aprile 2038.

Ceneri > 46 giorni prima di Pasqua

Ascensione > 1a domenica dopo il 42° giorno dopo Pasqua

Pentecoste > 1a domenica dopo il 49° giorno dopo Pasqua

SS. Trinità > 1a domenica dopo il 56° giorno dopo Pasqua

Corpus Domini > 1a domenica dopo il 63° giorno dopo Pasqua

 

Significato dei periodi principali dell'Anno liturgico

Avvento

L’Avvento è il tempo dell’attesa: da un lato si celebra la prossima venuta di Gesù, in vista del Natale; dall’altro, più ampiamente, si festeggia la speranza del Suo ritorno con la fine dei tempi (la cosiddetta Parusia, la venuta del Signore Gesù glorificato, con potenza e gloria). Questo tempo liturgico dura quattro settimane. Inizia infatti quattro settimane prima di Natale, indicativamente tra il 27 novembre e il 3 dicembre. Nel Rito ambrosiano le settimane sono invece sei. L’Avvento ha inizio con i vespri della prima domenica e si conclude con i vespri di Natale, il 24 dicembre, e con l’inizio del Tempo liturgico del Natale. L’Avvento è un tempo di gioia e speranza, per l’attesa del Salvatore. Nel Rito romano si usa come colore liturgico il viola, in quello ambrosiano il morello, una sfumatura del viola. Il tempo di Avvento L’Avvento è uno dei momenti più importanti dell’anno per i cattolici di tutto il mondo. È il periodo in cui ci ci si prepara alla venuta di Cristo.

Natale

Il tempo liturgico del Natale ha inizio la sera del 24 dicembre, con i vespri, e si conclude la domenica dopo l’Epifania. Ha dunque una durata dai quattordici ai venti giorni. Come e più dell’Avvento il Natale è un tempo di grande gioia, perché celebra la prima venuta di Gesù, fattosi uomo per amore di tutti noi. albero di natale Acquista su Holyart: Articoli Natalizi Oltre 18.000 articoli natalizi: presepi, alberi, luci, addobbi… Tempo Ordinario 1 Il tempo successivo all’Epifania rientra nel cosiddetto Tempo Ordinario, ovvero tutti quei periodi dell’anno liturgico durante i quali non si celebrano feste di particolare rilevanza. Nel Rito romano dura trentatré settimane, divise in due distinti periodi di Tempo Ordinario: dal lunedì dopo la domenica del Battesimo di Gesù, ovvero la domenica dopo l’Epifania, all’inizio della Quaresima (Mercoledì delle ceneri); dopo Pentecoste e fino al successivo tempo di Avvento. Il colore liturgico del Tempo Ordinario è il verde, sia per il Rito romano sia per quello ambrosiano. Durante il Tempo Ordinario la Chiesa e i fedeli si concentrano sulla lettura e la comprensione dei Vangeli, secondo il ciclo di letture su tre anni stabilito dal Lezionario. Il ciclo di lettura è identificato dalle letture A – B – C : Anno A: la maggior parte dei testi evangelici dal vangelo di Matteo. Anno B: la maggior parte dei testi evangelici dal vangelo di Marco. Anno C: la maggior parte dei testi evangelici dal vangelo di Luca. Il vangelo secondo Giovanni è sempre letto a Pasqua ed è usato per altri tempi liturgici, come Avvento, Natale e Quaresima.

Quaresima

La Quaresima dura quaranta giorni e precede la celebrazione della Pasqua. Inizia il Mercoledì delle Ceneri e si conclude il Giovedì Santo. Nel Rito ambrosiano parte invece dalla domenica successiva al Martedì grasso e si conclude il Giovedì santo. Si contano dunque cinque domeniche di Quaresima: la sesta dà inizio alla Settimana Santa e prende il nome di Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Questo tempo liturgico ricorda il periodo di quaranta giorni trascorso da Gesù nel deserto. È dunque un periodo di penitenza, preghiera e preparazione alla Pasqua, durante il quale si combatte il peccato per essere degni di Gesù e del suo sacrificio. La Settimana Santa è la settimana che precede la Pasqua ed è la più importante dell’anno. In essa seguiamo Gesù dal suo ingresso a Gerusalemme (Domenica delle Palme), fino al suo arresto, alla Passione, alla morte e sepoltura. Il Giovedì Santo ricorda l’Ultima cena e apre il solenne Triduo Pasquale, il tempo centrale dell’anno liturgico, perché in quei tre giorni Gesù istituì l’Eucaristia, il sacerdozio ministeriale, pronunciò il comandamento dell’amore fraterno. Inoltre il Venerdì Santo ricorda la Sua morte sulla Croce. Il Sabato Santo ogni celebrazione liturgica è sospesa, per ricordare la discesa di Gesù agli Inferi, mentre ci si prepara per la Veglia Pasquale (la notte tra il sabato e la domenica). Il colore liturgico della Quaresima è il viola, morello per il Rito ambrosiano. Il Rito Ambrosiano fa iniziare la Quaresima con i primi vespri della domenica dopo il Mercoledì delle Ceneri romano e termina la sera del Giovedì Santo, per un totale di quaranta giorni. Ricapitolando: Domenica delle Palme: ricorda il solenne ingresso di Gesù a Gerusalemme Triduo Pasquale: ne fanno parte: Giovedì Santo (Ultima Cena). Dopo la messa l’Eucarestia viene racchiusa nel tabernacolo ornato con fiori e luci, per essere adorata dai fedeli che ricordano la notte passata da Gesù nell’orto degli ulivi. Ricorda l’Ultima Cena. I Vescovi e tutti i presbiteri invocano lo Spirito Santo per benedire gli oli che serviranno per i sacramenti e rinnovano le promesse della loro ordinazione.; Venerdì Santo (Passione del Signore). Si leggono passi evangelici della Passione di Gesù, poi si prega insieme per tutti i bisogni del mondo invocando la misericordia di Dio. Segue la processione di adorazione della Croce che ha salvato il mondo e la comunione con il pane consacrato nella Messa del Giovedi Santo; Sabato Santo-Veglia Pasquale: prelude alla Veglia pasquale. Comincia con la Liturgia della luce, che ha luogo fuori dalla chiesa dove viene acceso il cero pasquale e l’ingresso dei fedeli nella chiesa buia. Segue la Liturgia della Parola con letture sulla Pasqua ebraica (fuga degli ebrei dall’Egitto). Le campane che sono rimasta mute dal giovedì santo vengono suonate. Viene poi la Liturgia battesimale, con cui viene benedetta l’acqua per il Battesimo e la Liturgia eucaristica che rievoca la morte e risurrezione di Gesù.

Tempo di Pasqua

La Veglia Pasquale segna la fine della Quaresima e l’inizio della Pasqua vera e propria, quando si festeggia il trionfo di Gesù Cristo sulla morte. La Pasqua è un periodo di cinquanta giorni e dura fino a Pentecoste. Per tutto questo tempo si celebra la gioia della Resurrezione, con un susseguirsi di cerimonie e feste liturgiche durante tutte le domeniche del Tempo Pasquale. Quaranta giorni dopo la Pasqua si celebra l’Ascensione di Gesù, che con Pasqua e Pentecoste è una delle feste più importanti del Calendario Ecclesiastico. Si tratta del momento in cui Gesù, dopo essere morto e sepolto, ascese al Cielo. Cinquanta giorni dopo la Pasqua si festeggia invece la Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli che diede inizio alla loro missione evangelica e alla nascita della Chiesa. Il colore liturgico è il bianco, rosso per la Pentecoste. Tempo Ordinario 2 Come già specificato, dopo la Pentecoste inizia il secondo periodo del Tempo Ordinario. Si tratta di periodi di ascolto e contemplazione della Parola del Signore. I temi cambiano man mano che ci si riavvicina all’Avvento. Il colore liturgico è ancora il verde.

 

Fonte: Canto e Prego

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