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Mons. Lino Zanini

 

 

Stemma e firma del Mons. Lino ZaniniS.Ecc. mons. Lino Zanini. Nato a Riese Pio X (diocesi di Treviso) il 6 maggio 1909, negli anni in cui il piccolo paese era sulla bocca di tutti perché paese natio del Papa Pio X allora regnante.

Fu ordinato presbitero a Venezia dal Servo di Dio patriarca Pietro card. La Fontaine il 2 luglio 1933 (il padre era moribondo). Dopo un breve periodo di ministero pastorale svolto nelle parrocchie di San Giovanni Battista di Jesolo e di Chirignago, nel 1938 entrò nel servizio diplomatico della Santa Sede.

Il 3 marzo 1939 Papa Pio XII lo nominò monsignore Cameriere Segreto Soprannumerario di Sua Santità. Prestò la propria opera presso le Rappresentanze Pontificie (Nunziature) in Equador, Cile, Perù, Belgio, Lussemburgo e Libano.

Dopo un periodo trascorso nella Segreteria di Stato Vaticana, Il 25 febbraio 1957 Papa Pio XII lo nominò Incaricato d'Affari e poi internunzio apostolico in Iran. Il 16 giugno 1959 il Beato Papa Giovanni XXIII lo nominò Arcivescovo titolare di Adrianopoli di Emimonto e Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana, Puerto Rico e Antille, ricevendo la consacrazione episcopale il 3 settembre 1959, festa di San Pio X, nel chiesa arcipretale del paese natale Riese Pio X, dal Patriarca di Venezia Giovanni card. Urbani (co-consacranti il Vescovo di Treviso mons. Antonio Mistrorigo e il Vescovo Ausiliare di Venezia mons. Giuseppe Olivotti).

Il suo motto episcopale fu: "Per ignem et aquam". Partecipò al Concilio Ecumenico Vaticano II. Fu poi Officiale della Segreteria di Stato della Santa Sede (1961); Delegato Apostolico in Giordania, Cipro, Gerusalemme e in Palestina (dal 1962 al 1965), dove, il 4 gennaio 1964, accolse Papa Paolo VI, il primo pontefice pellegrino in Terra Santa; Internunzio e poi pro-Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba Unita d'Egitto dal 1966 al 7 maggio 1969, quando fu nominato Nunzio Apostolico in Argentina.

Il 20 dicembre 1973, dopo 35 anni di servizio diplomatico alla Santa Sede nei luoghi più diversi e in tempi mai facili, fu nominato Delegato Apostolico della Basilica di San Pietro in Vaticano, Delegato e Presidente della Fabbrica di San Pietro e Presidente dello Studio del Mosaico. Dal 1986 al 1989 fu anche Presidente della Commissione Permanente per la Tutela dei Monumenti Storici ed Artistici della Santa Sede, nominato dal Beato Papa Giovanni Paolo II.

Lavorò con molte preoccupazioni in funzione del massimo tempio della cristianità: per il suo splendore, contro il pericolo di un invecchiamento, per guarire da malattie che potevano incrinare la bellezza della costruzione all'esterno e dello spazio interno. Mise a profitto del lavoro come Presidente della Fabbrica di San Pietro, quella preparazione tecnica che aveva ricevuto nelle scuole superiori veneziane da giovane.

Se oggi i pellegrini possono scendere nelle grotte Vaticane e sostare allo stesso livello della tomba di San Pietro, se i sacerdoti possono celebrare sulla stessa tomba dell'Apostolo, se tanti hanno la possibilità di entrare nelle differenti cappelle: la Polacca, la Cappella Lituana, quella dei Santi Patroni, la Cappella Ungherese, tutti devono essere riconoscenti a mons. Zanini. Lui ha dato la possibilità di sostare vicino alle tombe dei Papi Paolo VI e Giovanni Paolo I, deposti vicino ai pontefici dei secoli passati. Se le grotte Vaticane hanno assunto la fisionomia attuale, e formano "un pietoso consorzio d'uomini grandi", da dove ripetono parole ed esempi di fede, ciò lo si deve a S.E. mons. Zanini.

Tanti lavori fatti da S.E. mons. Zanini negli anni della sua presidenza, tante provvidenze, quali gli ascensori, che hanno facilitato la salita alla cupola e ai piani della basilica, ci informano di una attenzione tempestiva, con cui mons. Zanini coglieva i problemi e si impegnava con tenacità e sollecitudine a risolverli.

Fu servo della Chiesa: ad essa servì con fedeltà. Ebbe sempre piena e costante consapevolezza del proprio dovere e delle proprie responsabilità. Ebbe fermezza nel guidare e nel correggere. La giustizia in lui era nutrita da prudenza. Fu cortese con tutti nel discorso e nel suo tratto. Fu inalterato anche in mezzo a opposizioni vivaci. Negli anni del lungo declino, dava la sua risposta luminosa di fede all'eternità, che chiamava con voce arcana e insistente: "So che il mio Redentore è vivo... lo vedrò io stesso, e i miei occhi lo contempleranno..." (cfr Gb 19, 25-27).

Si preparò meticolosamente a quel passo. Accentuò la sua presenza alle solenni celebrazioni presiedute dal Beato Papa Giovanni Paolo II, prese parte a pratiche spirituali offerte alla Curia Romana, come gli esercizi spirituali annuali, le prediche d'Avvento e di Quaresima, rese frequenti visite alla tomba di San Pietro, e poi quella devozione a Maria, legata specialmente al Rosario. Quante siano state le corone del rosario di quegli anni lo potrebbero attestare gli angeli che, per dirla con Leone XIII, raccoglievano "ex his rosas mysteriis et pulchri amoris inclitae Matri coronas nectite".

Precisa fu pure la preparazione di S.E. mons. Zanini sul piano pratico, del suo domani. Volle provvedere mezzi sufficienti perché futuri sacerdoti e seminaristi potessero perfezionare i loro studi, secondo le indicazioni dei loro vescovi. Non dimenticò la sua parrocchia di Riese Pio X, che fu sempre come la sua patria dell'anima. Per essa, ogni anno, provvedeva già una piccola elargizione, che attestava i legami fra la basilica di San Pietro, che fu il suo grande amore, e la sua parrocchia di origine, e i primi anni veneziani del suo sacerdozio.

Morì ad 88 anni nelle prime ore del 25 ottobre 1997. La Santa Messa esequiale fu celebrata il 27 ottobre 1997 all'altare della Cattedra della Basilica di San Pietro in Vaticano, presieduta dal cardinale Virgilio Noè, Arciprete della Basilica di San Pietro, Presidente della Fabbrica di San Pietro e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano. Con il card. Noé concelebrarono, tra gli altri, il Presidente della Pontificia Accademia dell'Immacolata Concezione cardinale Andrzej Maria Deskur, il Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali e della Filmoteca Vaticana cardinale John Patrick Foley (poi Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme) con il Vescovo segretario mons. Pierfranco Pastore, l'Arcivescovo Vicegerente del Vicariato di Roma mons. Remigio Ragonesi, il Vescovo segretario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede mons. Luigi Sposito, il Vescovo Vice Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina mons. Cipriano Calderòn Polo e i canonici della Basilica di San Pietro.

Al termine del rito esequiale la salma fu traslata al paese natale Riese Pio X per essere tumulata nel locale cimitero. [Ndr: la salma è ora nel Santuario delle Cendrole].

 

Fonte: Parrocchia di Chrirignago

 

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