«San Pio X è il più grande fra tutti quelli che si sono seduti sul Trono di Pietro»
Il 7 settembre 1914 Padre Pio, scrivendo a padre Agostino, così lo commemorava: «Anima veramente nobile e santa, che la Roma non ebbe mai un’altra eguale. Nato di popolo, non smentì mai la sua umiltà. Egli fu veramente il Pastore supremamente buono, il Re estremamente pacifico, il dolce e mite Gesù in terra. Oh!, noi lo ricorderemo il pontefice buono, più per aver un intercessore presso l’altissimo, che per fare salire al cielo la nostra preghiera fervida per il riposo della sua anima grande. Egli è stato la prima, la più grande e la più innocente vittima della guerra fratricida che assorda d’armi e d’armati e riempie di terrore l’Europa tutta. Egli non potette più resistere allo scatenarsi della spaventosa tempesta ed il suo cuore che per tutta la vita era stato una fonte di un apostolato di pace su tutto il mondo, si spezzò in uno schianto di dolore. Veramente egli venne a mancare a questo mondo unicamente pel grande amore che gli bruciava nel petto».
L’ammirazione del Cappuccino stigmatizzato si trasformò in devozione dopo la canonizzazione, proclamata da Pio XII il 29 maggio 1954, come attesta una reliquia del Papa santo, trovata fra quelle che custodiva nella cella n. 5.
