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Festa di S.Pio X (21/8/21): Omelia dell'Arcivescovo Fabio Dal Cin

0821 wFratelli e sorelle, nel Vangelo appena proclamato Pietro viene interrogato da Gesù sull’amore, perché la sua missione sarà una missione d’amore. Il dialogo poi culmina nell’invito di Gesù: Seguimi! 


Questo fatto si proietta sulla figura di San Pio X che da questa terra ha iniziato a seguire il Signore, anche per strade che non avrebbe mai voluto percorrere, come l’episcopato e il papato. Alla maniera di San Giuseppe, custode della Santa Famiglia di Nazareth – del quale era profondamente devoto – Pio X assunse ogni incarico sempre con grande generosità e senso di responsabilità, per amore di Gesù Cristo e della Chiesa.


E così, come si era presentato a Mantova e poi a Venezia, eletto Papa disse che il suo unico proposito era Rinnovare ogni cosa in Cristo perché Cristo sia tutto e in tutti. Era persuaso che non si può essere compiutamente uomini, e non ci può essere una società più umana e fraterna senza mettersi, pur inconsapevolmente, in comunicazione con Cristo. 


In questo momento della storia, tutti sentiamo il bisogno di ripartire e di ripartire meglio di prima della pandemia. Ma ciò sarà possibile solo con Cristo e il suo vangelo. Perché con Cristo si vive meglio e con Lui riusciamo ad esprimere meglio la nostra umanità in tutte le situazioni. Diversamente, quando si estromette Dio dalla propria prospettiva degrada la vita a tutti i livelli e spesso deraglia anche la ragione.


«Senza Cristo la vita è come una giornata senza sole. Si vive nella nebbia dei propri problemi, chiusi nel proprio ombelico e nella solitudine. La nebbia invece si dissipa solo con la comparsa del sole»
(A. Schmemann).


Cristo è il Sole della nostra vita! Questa fu la ferma convinzione che ispirò tutta la missione di San Pio X.


Il dono più grande che noi cristiani possiamo regalare a questa nostra società distratta, confusa e spesso insensata, perché possa riprendersi meglio di prima, è di vivere Gesù Cristo con una fede sincera ed operosa. E che non ci venga mai in mente di paragonare neanche lontanamente Gesù Cristo, l’unico morto e risorto per noi, ai molti altri fondatori di religione, perché Gesù Cristo non è uno dei tanti.


Con san Pio X questa sera professiamo che Gesù di Nazareth è l’unico uomo che è anche Dio. È l’unico Signore dell’Universo e di ogni cuore: Lui solo è il vero Maestro; lui solo è il necessario Salvatore di tutti; lui solo è l’unico uomo che è anche Dio. Come diremo fra poco nel Credo: Dio da Dio Luce da Luce, Dio vero da Dio vero.


Questa fede ha donato a S. Pio X la capacità di guardare avanti con lungimiranza affrontando le questioni della Chiesa e del mondo, sempre più dinamico e complesso, con la tempra di un atleta.


In questa luce, mi piace ricordare che Pio X fu il primo papa che si interessò anche dello sport. Non solo incoraggiò il barone Pierre De Coubertin a ripristinare i Giochi Olimpici, ma fu anche il primo papa a spalancare le porte dei giardini vaticani agli sportivi e ad assistere personalmente alle loro performances. Questa decisione provocò in Vaticano un piccolo terremoto, tanto che un Cardinale si decise di andare dal Papa per parlarne e gli disse: Santità, ma in questo modo dove andiamo a finire? Il papa lo ascoltò e poi in dialetto veneto gli rispose: «Volo che ghe lo diga? In Paradiso!» Una battuta che smorzava la tensione, ma che diceva tutto il suo pensiero.


Anche lo sport è un’occasione per vivere Cristo, perché richiede iniziativa, intraprendenza, slancio, coraggio, determinazione, costanza, ecc. San Pio X aveva colto la forza educativa dello sport, che è palestra di umiltà, di altruismo, di sano divertimento, di sacrificio (perché senza sofferenza non si vince) … e di tante altre qualità che non sono solo umane, ma anche virtù genuinamente cristiane, e che un ragazzo e un giovane può assumere con miglior convinzione in un’esperienza gioiosa come è lo sport.


Per questo lo sport non deve lasciarsi inquinare da imbrogli, da corruzione, da strumentalizzazione ideologiche o interessi di parte, da uso di sostanze nocive e neppure chiudersi nell’aspetto solo agonistico o nella ricerca esagerata del risultato.


Ma in armonia con i valori della crescita morale e religiosa di un giovane, e per le famiglie cristiane mai in contrasto con la Messa domenicale, possiamo dire anche noi, come San Pio X: lo sport ci aiuta ad andare in paradiso! Per questo la Chiesa guarda al mondo dello sport con simpatia e speranza.


Chiediamo la grazia questa sera - per intercessione del nostra amato Santo - di lasciarci rinnovare da Cristo: di pensare e affrontare ogni situazione in Cristo e di seguirlo sempre e dovunque, perché Lui è l’unico grande Vincitore!


Con Lui, anche se agli occhi del mondo sembriamo perdenti, vinciamo sempre! E ci è dato di vincere il campionato della Vita.                                                  

 

Arcivescovo Delegato Pontificio, S. Ecc. Mons. Fabio Dal Cin

 

 

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