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Luglio 1959: inizia il rinnovo della Chiesa Parrocchiale

Interno Chiesa ParrocchialeL'interno della Chiesa Parrocchiale prima della ristrutturazione del 1900.Questa chiesa, che tante preziose memorie conserva di S. Pio X, eretta nel 1770, ingrandita nel coro verso il 1830, abbellita nel 1900 e ritoccata nel 1951, sentiva urgente il bisogno di opere e di lavori, che, togliendo infiltrazioni di umidità, scrostature alle pareti, tinteggiature poco consone con l’austerità del sacro edificio, ridessero la fisionomia iniziale, l’abbellimento originale, assicurando per un lungo periodo di tempo la buona conservazione dell’edificio.

Fu posto mano a questo complesso di lavori nel luglio di quest’anno; rinsaldata la travatura del tetto, ricoperto ex novo, dotato delle mancanti grondaie, smantellate le pareti interne dalla sovrapposizione di malte, marmorini, colori, si provvide anche alla nuova decorazione; essa non procedette senza un preventivo e replicato studio delle forme architettoniche, affidandone l’esecuzione al prof. Bepi Modolo di Olmo di Vicenza, che mise al servizio dei lavori la propria accurata preparazione tecnico-artistica, la propria volontà ed intelligente operosità, superando ostacoli non lievi, in ciò coadiuvato dall’ottima ditta Zanardo, che vanta, in simili lavori, un attivo considerevole e sempre degno di lode.

La nuova decorazione interna della Chiesa, non muove dal concetto errato di ornare l’ambiente con motivi più o meno stilistici o floreali, bensì da quello di valorizzare e rimettere in luce ed in evidenza l’architettura e la decorazione originaria del sacro Tempio.

Occorreva, quindi, mediante un attento e sensibile accostamento di tinte, creare quell’atmosfera propria dello stile architettonico, evitando di proposito ogni elemento decorativo superficiale e copiaticcio.

Ultimate le opere di smantellamento interno di muri, pareti, paraste, colonne, capitelli, la Chiesa riapparve nella sua struttura stilistica del tardo ‘700, con cenni neoclassici armonizzati da un sano equilibrio e buone proporzioni.

Occorreva, quindi, che la nuova veste decorativa interpretasse quello stile, il quale seppur lontano nel tempo, resta sempre fra i più accoglienti e cordiali, anche nell’ambiente sacro.

Chiesa Parrocchiale nel 1955Interno della Chiesa prima del rinnovo, con il quadro di San Pio X sopra l'altare maggiore.Tali furono i concetti basilari, che condussero i lavori; tali che oggi, a lavori ultimati, danno alla Chiesa l’aspetto di un puro restauro degli elementi strutturali ed architettonici, in quell’atmosfera di raccolto, di intimità spirituale, di elevazione, come si addice alla Casa del Signore.

Un tono luminoso e riposante si estende in tutta la volta, contornando il grande riquadro centrale, che attende di aprirsi di una visione gloriosa del Santo Pontefice Pio X.

Le vele delle finestre, delimitate da costoloni in bianco-stucco, si coloriscono leggermente di rosa, inquadrate da sagomature e fasce di ribasso, di accento settecentesco; questo motivo troverà sviluppo in ogni superficie concava della Chiesa, con sviluppi e variazioni di forma e colore.

La trabeazione di bianco-stucco, con leggere dorature, crea un dolce accordo con il grigio-perla della volta ed il marmorino policromo del fregio e delle paraste di sostegno, mentre il tono pacato delle bugne nei muri perimetrali, diviene nota di riposo e di logico sostegno al cassettonato venutosi a creare nelle volte di vani-porta.

Gli altari laterali e le pregevoli copie dei quadri d’autore che vi si ammirano, trovano felice ambientazione e luminosità nel tono verde pistacchio, di fondo delle cappelle, mentre la volta delle stesse si decora di un fregio in grafico di ispirazione neoclassica, in armonia ai cenni stilistici di analogo stile nell’architettura.

La crocera del presbiterio ed il mezzo catino dell’abside svolgono, con tinte sobrie e decorazioni perfette, il concetto di una interpretazione stilistica, evitando abilmente la fredda copiatura e la sterile riproduzione.

Pala Altare (Foto: Silvano Zamprogna)Pala Altare del Baccarini (Foto: Silvano Zamprogna)Campeggia, nel fondo dell’abside, la grande pittura ad olio raffigurante S. Pio X in gloria, un tempo sormontante l’altare maggiore, nello sfondo di un paludamento rosso; oggi il grande quadro, opera del Baccarini di Milano e dono dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, troneggia in più degna sede fra due semplici colonne ad arco troncato.

Gli ingressi al sacro Tempio sono stati muniti di bellissime e tanto necessarie «bussole» alle porte, in noce, accuratamente lavorate.

Quando nel febbraio di quest’anno il Santo Padre Giovanni XXIII si degnava di ammettere in udienza privata questo Mons. Arciprete e sig. Sindaco, benedicendoli con effusione di affetto, esclamava testualmente: “Ecco Riese! Riese con la sua bella chiesa!”.

Se oggi la Santità del Pontefice potesse rivedere questa nostra Chiesa, da Lui più volte visitata ed officiata, forse esclamerebbe, più che “bella”, “magnifica”, poiché tale davvero è il titolo che le si addice; e non è una voce interessata che lo afferma, ma la voce di quanti, visitando Riese, trovano un sacro edificio accogliente, sereno, invitante alla preghiera, dolce all’occhio, caro allo spirito.

E non diremo, quindi, il nostro ringraziamento a Mons. Arciprete che non conobbe sosta né riposo per la sua Chiesa, ma che conosce l’incubo delle partite non ancora saldate, poiché Riese, nonostante gli encomiabili suoi generosi sacrifici di offerte, ripete in sé l’augusta povertà del proprio Figlio S. Pio X.

E ringrazieremo il prof. Bepi Modolo, anima squisitamente artista e la ditta Zanardo che fu di grande ausilio per il compimento del complesso artistico della nostra Parrocchiale ed a tutti, muratori, falegnami, manovali, operai che con premurosa opera indefessamente lavorarono, anche per la breve scadenza imposta ai lavori da solenni cerimonie e celebrazioni?

A tutti sia ricompensa l’intercessione di San Pio X.

 

 

 

Fonte: Ignis Ardens novembre-dicembre 1959

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