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Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

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L’unità delle chiese cristiane rappresenta una delle sfide più significative e urgenti del nostro tempo. In un mondo sempre più frammentato, dove le divisioni sembrano prevalere, la chiamata all’unità è un invito a superare le differenze e a lavorare insieme per il bene comune. La Lettera agli Efesini, in particolare il capitolo 4, versetto 4, che quest’anno è testo guida per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, afferma: “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”.  Questo versetto non solo sottolinea l’importanza dell’unità, ma invita anche a riflettere sul significato profondo della comunione tra i credenti.

1. La teologia dell’unità

La teologia dell’unità si basa su alcuni principi fondamentali che definiscono la natura della Chiesa. Innanzitutto, la Chiesa è vista come il Corpo di Cristo, dove ogni membro ha un ruolo unico e insostituibile. Questa metafora enfatizza la necessità di ogni credente, indipendentemente dalla denominazione, di contribuire al bene comune. La diversità non deve essere vista come un ostacolo, ma come una ricchezza che arricchisce la vita della comunità cristiana.
In secondo luogo, l’unità è un riflesso della natura di Dio stesso. La Trinità, con le sue tre Persone distinte in un’unica essenza, diventa modello di unità nella diversità e appello a far sì che questa unità venga sempre più costruita e ricostruita tra i credenti. Siamo sicuramente tutti diversi, ma come cristiani siamo chiamati a vivere l’unità nella nostra vita quotidiana, testimoniando l’amore di Dio Trinità a partire proprio dalle nostre relazioni tra noi, come sorelle e fratelli.

2. Storia delle divisioni

La storia delle chiese cristiane è segnata da numerose divisioni, molte delle quali hanno radici profonde; spesso queste divisioni sono state alimentate da differenze teologiche, pratiche e culturali. Tuttavia, è importante ricordare che, nonostante queste divisioni, ci sono stati anche numerosi sforzi per promuovere l’unità.
Negli ultimi decenni, il movimento ecumenico ha cercato di costruire ponti tra le diverse tradizioni cristiane. Iniziative come il Consiglio ecumenico delle chiese e incontri interconfessionali hanno contribuito a creare spazi di dialogo e comprensione reciproca; numerosi sono anche i documenti che sottolineano la ricerca dell’unità anche sul piano teologico. Tutti questi sforzi sono essenziali per superare le divisioni storiche e promuovere una vera comunione tra le chiese.
3. Le sfide contemporanee
Oggi, le chiese cristiane affrontano nuove sfide che mettono alla prova la loro capacità di unirsi. La crescente secolarizzazione della società, l’emergere di nuove ideologie e la crisi di valori condivisi rendono difficile trovare un terreno comune. Inoltre, le tensioni sociali e politiche possono influenzare le relazioni tra le diverse comunità di fede.
Tuttavia, queste sfide possono anche essere viste come opportunità per le chiese di rinnovare il loro impegno verso l’unità. Affrontare questioni sociali come la povertà, la giustizia razziale e la crisi ambientale richiede una risposta collettiva da parte delle chiese. Collaborare su questi temi può non solo rafforzare i legami tra le diverse tradizioni cristiane, ma anche dimostrare al mondo che l’unità è possibile e necessaria.

4. Cammino verso l’unità

Il cammino verso l’unità richiede un impegno attivo e costante. Le chiese devono promuovere il dialogo e l’ascolto, creando spazi in cui i credenti possano condividere le loro esperienze e le loro fedi. Eventi ecumenici, conferenze e incontri informali possono facilitare questo processo, permettendo ai membri di diverse denominazioni di conoscersi meglio e di costruire relazioni di fiducia.
Inoltre, la collaborazione in azioni concrete è fondamentale. Le chiese possono unirsi in iniziative di servizio alla comunità, come programmi di assistenza ai bisognosi e progetti di giustizia sociale. Queste esperienze comuni possono aiutare a costruire una visione condivisa e a dimostrare che, nonostante le differenze, esiste un obiettivo comune: servire e onorare Dio.

5. Educazione e formazione

L’educazione alla fede è un altro aspetto cruciale per promuovere l’unità. I programmi di formazione, che sottolineano l’identità cristiana comune e l’importanza dell’unità, possono preparare le nuove generazioni a vivere in armonia e a lavorare insieme. Insegnare ai giovani il valore del rispetto, dell’amore e della collaborazione è essenziale per costruire una Chiesa unita nel futuro.
Le scuole e le università cristiane possono svolgere un ruolo fondamentale in questo processo, offrendo corsi e programmi che incoraggiano il dialogo interdenominazionale e la comprensione reciproca. Inoltre, le risorse educative, come libri, articoli e materiale audiovisivo, possono essere utilizzate per approfondire la conoscenza delle diverse tradizioni cristiane e delle loro pratiche.

6. Testimonianza comune

Ma soprattutto la testimonianza comune è l’elemento che costituisce un modo potente per dimostrare l’unità delle chiese cristiane. Quando i credenti lavorano insieme per il bene della società, possono dare un forte esempio di ciò che significa essere uniti in Cristo. Questa testimonianza può influenzare positivamente le comunità locali e promuovere una maggiore apertura e accettazione tra le diverse tradizioni. Basti pensare a quanto significativa può essere la voce cristiana comune rispetto, ad esempio, ai temi della pace, della dignità umana e del diritto alla patria. Far sentire questa voce comune con le convinzioni cristiane che rimangono nel cuore di tutte e tutti noi: questa è davvero una chiamata ecumenica.
E inoltre la celebrazione di eventi ecumenici, come la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che anche quest’anno abbiamo la grazia di vivere, offre un’opportunità per unire le fedi e pregare insieme. Questi momenti di comunione possono rafforzare i legami tra le chiese e incoraggiare i membri a lavorare insieme per un mondo migliore.

Conclusione

L’unità delle chiese cristiane è una chiamata fondamentale che richiede un impegno collettivo. Superare le divisioni storiche, affrontare le sfide contemporanee e lavorare insieme per il bene comune sono passi essenziali per realizzare questa unità. La Lettera agli Efesini ci ricorda che siamo tutti chiamati a vivere in comunione, e che, attraverso il dialogo, la collaborazione e la testimonianza comune, possiamo costruire una Chiesa unita e forte, in grado di affrontare le sfide del nostro tempo. Solo così potremo realizzare la visione di Cristo per la sua Chiesa: un corpo unito, che riflette la sua gloria e il suo amore nel mondo.
Condividendo queste riflessioni, ci preme inviare simbolicamente un saluto fraterno ai cristiani di Armenia, che ci offrono i testi per la preghiera di quest’anno: care sorelle e cari fratelli, il vostro impegno e la vostra preghiera per l’unità delle chiese sia di stimolo anche a noi e ad ogni credente, perché sia fatto ogni passo verso un’unità sempre più grande tra noi e con Cristo.
Vi salutiamo tutte e tutti con sentimenti di fraternità e lo facciamo da Trento; la città di quel Concilio che nel XVI secolo ha vissuto la rottura soprattutto tra la Chiesa cattolica e le Chiese nate dalla Riforma, ma che in tempi recenti ha fatto del cammino ecumenico un suo impegno costante; fino al punto da vedere la nascita del nostro Consiglio di Chiese Cristiane di Trento, che qui unanimemente vi saluta, nel nome di Cristo, nostro unico Signore.

 

Consiglio di Chiese Cristiane di Trento, del Consiglio fanno parte: Chiesa Battista libera, Chiesa Cattolica Romana, Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, Chiesa Evangelica Luterana, Chiesa Ortodossa di Romania, Chiesa Ortodossa di Russia, Chiesa Valdese, Foursquare Gospel Italia

 

Fonte: Ufficio Nazionale per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana 

 

“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito”:
la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026
Diocesi di Treviso

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Anche quest’anno ritornano gli appuntamenti ecumenici del mese di gennaio, a partire dalla Veglia ecumenica diocesana, che si celebrerà mercoledì 21 gennaio ore 20.45 in Duomo a Mogliano Veneto, dove – ed è una particolarità della nostra diocesi – si ritroveranno pregare insieme tutte le Chiese presenti sul nostro territorio che lo desiderino e con le quali la nostra diocesi mantiene rapporti ufficiali.   

La celebrazione, presieduta dal Vicario generale, monsignor Motterlini, costituisce il vertice della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio) e quest’anno, seguendo le indicazioni del Sussidio internazionale redatto dai fedeli della Chiesa apostolica armena, insieme ai loro fratelli e sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche, pone al centro il tema dell’approfondire la nostra comunione in Cristo, comunione che unisce i cristiani di tutto il mondo. Questa unità divina è il fulcro della chiamata e della missione cristiana ed è sostenuta dal profondo amore di Gesù Cristo, che ci ha posto davanti uno scopo unificato. Come afferma l’apostolo Paolo nella lettera agli Efesini: «un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati» (Ef 4,4). Un versetto che va al cuore della fede cristiana e richiama ciò che ci unisce più profondamente: l’appartenenza a Cristo e il dono dello Spirito Santo ricevuto nel battesimo. Prima delle differenze storiche, teologiche e liturgiche, i cristiani condividono una stessa speranza e una stessa chiamata. Questo versetto biblico, capace di racchiudere la profonda dimensione teologica dell’unità dei cristiani, ha ispirato il lavoro dell’informale gruppo ecumenico che ha preparato la veglia. La riscoperta della personale chiamata in Cristo interpella ogni credente a essere segno visibile di unità, attraverso la preghiera comunitaria reciproca e il riscoprirsi sale della terra, infiammati dallo Spirito Santo. 

In un tempo come il nostro segnato quasi irreversibilmente da una privatizzazione della fede, che sembra rendere superflua l’appartenenza ecclesiale, ribadire il legame intrinseco tra l’atto di risposta personale e la sua necessaria dimensione ecclesiale è fondamentale soprattutto in un’ottica di evangelizzazione, soprattutto se questo è fatto nella preghiera comune, condivisa dai fratelli che pur non cattolici condividono la stessa risposta affermativa alla chiamata che Gesù rivolge ai primi discepoli. La sfida per arrivare ad una fede matura e quindi ad una Speranza che non delude non riguarda infatti solamente i cattolici, impegnati nel Giubileo, ma tutte le Comunità cristiane che vivono questo territorio e questo tempo. 

Dal 18 al 25 gennaio 2026 le comunità cristiane di tutto il mondo, e anche la nostra diocesi, vivranno la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, un appuntamento annuale che invita a riscoprire la fraternità tra i battezzati e a rinnovare l’impegno per l’unità voluta da Cristo. È un tempo prezioso, fatto di preghiera, ascolto della Parola e incontri, che coinvolge non solo i responsabili delle Chiese, ma ogni fedele. Nella nostra diocesi la Settimana sarà vissuta attraverso iniziative condivise, come celebrazioni ecumeniche della Parola, momenti di preghiera, incontri di riflessione e occasioni di conoscenza reciproca con le altre comunità cristiane presenti sul territorio. Sono gesti semplici, ma significativi, che aiutano a superare distanze e pregiudizi e a riconoscersi come fratelli e sorelle nella fede. 

Il Concilio Vaticano II ha ricordato con chiarezza che l’impegno per l’unità riguarda tutta la Chiesa e ogni battezzato. Per questo la Settimana di Preghiera non è un evento isolato, ma un invito a uno stile di vita. L’ecumenismo non si esaurisce in pochi giorni all’anno: continua nella preghiera personale, nell’accoglienza, nella collaborazione concreta e nel rispetto reciproco. Partecipare alla Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026 significa riscoprire che, nonostante le differenze, è possibile camminare insieme, sostenuti dallo stesso Spirito e orientati verso la stessa speranza. Un cammino che chiede fedeltà al Vangelo, apertura del cuore e la disponibilità a lasciarsi guidare da Dio verso quella piena comunione che resta il traguardo e il dono promesso. 

 

Appuntamenti diocesani della Settimana per l’unità dei Cristiani 

  • 19 gennaio - lunedì - Montebelluna – Duomo dell’Immacolata Concezione – ore 20.30 
  • 20 gennaio – Martedì - Torreselle - Santi Simone e Giuda Taddeo Apostoli – ore 20.30 
  • 22 gennaio – Giovedì - Castelfranco – Chiesa di San Giacomo Apostolo – 20.30 
  • 23 gennaio – Venerdì - Mirano – Chiesa di San Michele Arcangelo – 20.30 
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