La testimonianza di un “martire vivente” che ha trasformato persecuzione, prigionia e dolore in perdono, speranza e pace
La sindaca di Riese Ombretta Basso, Mons Ernst Simonie il parroco don Giorgio Piva a Riese il 18 maggio 2026
Di redazione 18 maggio 2026 - La Valbelluna e la comunità di Riese Pio X hanno accolto Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Ernest Simoni, una delle figure più luminose e commoventi della Chiesa contemporanea, testimone vivente della fedeltà a Cristo sotto la persecuzione del regime comunista ateo di Albania.
L’evento è stato promosso dal Comune di Limana, in collaborazione con l’Ateneo San Domenico di Roma, con il Polo Territoriale UniDolomiti di Belluno, Polo territoriale dell’Ateneo San Domenico di Roma, e con la Comunità Salesiana di San Giovanni Bosco. Una sinergia istituzionale, accademica, ecclesiale e comunitaria che ha consentito di offrire al territorio un momento di altissimo valore spirituale, culturale e umano.
La visita del Cardinale Simoni non ha rappresentato soltanto un appuntamento istituzionale o pastorale, ma un autentico incontro con una vita interamente segnata dalla croce: la prigionia, i lavori forzati, il silenzio imposto, la persecuzione subita per la fedeltà al ministero sacerdotale e, insieme, un perdono mai smentito, una speranza rimasta intatta e una pace interiore custodita anche nelle prove più estreme.
Nato in Albania nel 1928, ordinato sacerdote nel 1956, arrestato nella notte di Natale del 1963 e duramente perseguitato dal regime comunista ateo di Albania per il suo ministero, il Cardinale Ernest Simoni è stato creato Cardinale da Papa Francesco nel Concistoro del 19 novembre 2016. Lo stesso Pontefice lo ha definito un “martire vivente”, riconoscendo nella sua persona non soltanto la memoria dolorosa della persecuzione anticristiana in Albania, ma anche la testimonianza luminosa di una fede capace di perdonare i persecutori e di trasformare la sofferenza in annuncio di speranza e di pace.
Nel corso delle diverse tappe, Sua Eminenza è stato accompagnato dal suo segretario, Cav. Vieri Lascialfari, presenza discreta, attenta e preziosa, che ha seguito il Cardinale nei momenti istituzionali, liturgici e comunitari, contribuendo alla cura e alla buona riuscita dell’intero programma.
La visita ha avuto inizio sabato 16 maggio a Limana, presso il Municipio, dove il Cardinale è stato accolto dal Sindaco, dott. Michele Talo, insieme alle autorità e alla comunità locale. L’evento presso il Municipio di Limana è stato moderato dal prof. Daniele Trabucco dell’Ateneo San Domenico di Roma, che ha seguito il Cardinale Ernest Simoni nelle diverse tappe della visita nei due giorni, accompagnando lo svolgimento dell’iniziativa nei suoi momenti istituzionali, culturali ed ecclesiali.
Prima dell’intervento di Sua Eminenza, ha preso la parola il Cav. Vieri Lascialfari, segretario del Cardinale, il quale ha ripercorso la vita e la testimonianza del Porporato, proprio perché, per umiltà, Sua Eminenza non ama parlare della sua persona e di ciò che ha terribilmente subito durante gli anni della persecuzione.
In tale occasione si è svolto l’incontro-testimonianza dedicato al tema “La ragione della fede e della spiritualità”. Il Cardinale Simoni ha consegnato ai presenti non una semplice narrazione biografica, ma una meditazione vivente sul mistero della fede che resiste alla violenza, sulla libertà interiore che nessuna prigione può sopprimere, sul perdono cristiano che vince l’odio, sulla speranza che permane anche quando la storia sembra precipitare nel buio della persecuzione e sulla pace che nasce dall’appartenenza totale a Cristo.
La giornata è poi proseguita nella chiesa di San Giovanni Bosco a Belluno, dove Sua Eminenza ha presieduto la Santa Messa, accolto dal parroco, don Michele Canella. La celebrazione ha costituito un momento di intensa partecipazione ecclesiale, nel quale la comunità si è raccolta attorno alla testimonianza di un sacerdote che ha vissuto il ministero non come semplice funzione, ma come offerta totale di sé a Cristo e alla Chiesa.
Al termine della Santa Messa si è svolto un caloroso momento conviviale con la comunità albanese del territorio, particolarmente significativo per il legame profondo tra la vicenda personale del Cardinale e la storia religiosa e civile dell’Albania, terra segnata nel Novecento da una delle più dure persecuzioni anticristiane d’Europa. Nel volto del Cardinale Simoni la comunità albanese ha potuto riconoscere non soltanto un figlio illustre della propria terra, ma anche un padre nella fede, un testimone della sofferenza redenta e un segno di riconciliazione per tutti coloro che custodiscono la memoria delle prove attraversate dal popolo albanese sotto il totalitarismo ateo.
Domenica 17 maggio, alle ore 10.30, Sua Eminenza ha presieduto la Santa Messa presso la chiesa parrocchiale di Santa Giustina a Limana, accolto dal parroco, don Mario Doriguzzi. Anche questa celebrazione ha rappresentato un momento di profonda comunione ecclesiale: la comunità parrocchiale ha potuto accogliere la parola e la presenza di un Pastore che, attraverso la propria vita, ricorda come la fede cristiana non sia un ornamento esteriore, ma una forza interiore capace di sostenere l’uomo anche nell’umiliazione, nella solitudine, nella persecuzione e nella prova.
Nella stessa mattinata, il Cardinale Simoni si è recato anche al Santuario di Maria Immacolata Nostra Signora di Lourdes – Nevegal, luogo di preghiera e raccoglimento. La sua presenza ha assunto il significato di un pellegrinaggio della memoria e della gratitudine: la fede custodita nelle prigioni e nelle sofferenze è divenuta, ancora una volta, annuncio di pace, richiamo alla conversione del cuore e invito a non dimenticare i cristiani perseguitati nel mondo.
Nel pomeriggio la visita è proseguita a Riese Pio X, terra natale di San Pio X, dove il Cardinale è stato accolto dal Sindaco Ombretta Basso, dal parroco della parrocchia di San Matteo Apostolo ed Evangelista, mons. Giorgio Piva, e dalla comunità locale. La tappa riesina ha assunto un valore spirituale particolarmente intenso: l’incontro tra la memoria di Papa Sarto, pastore umile e fermo nella difesa della fede, e la testimonianza del Cardinale Simoni, sacerdote perseguitato ma mai piegato, ha restituito il senso profondo della continuità della Chiesa nella fedeltà a Cristo.
Sua Eminenza ha visitato la Casa natale di San Pio X, la chiesa parrocchiale di San Matteo Apostolo ed Evangelista e i luoghi legati alla memoria del Pontefice riesino. La presenza del Cardinale in questi spazi, segnati dalla semplicità delle origini di Giuseppe Sarto e dalla grandezza della sua missione ecclesiale, ha offerto un’immagine eloquente della santità cristiana: una santità che nasce dall’umiltà, si alimenta nella fedeltà quotidiana e diviene, nei disegni della Provvidenza, testimonianza universale.
C’è stato anche un fuori programma, chiesto dal parroco, mons. Giorgio Piva, e accolto con grande gioia dal Cardinale, che, non sottraendosi alle fatiche di due giorni intensi di zelante apostolato, ha incontrato i bambini della Scuola dell’Infanzia “San Pio X”, realtà profondamente legata alla storia religiosa e civile di Riese e al gesto di paterna sollecitudine con cui Papa Sarto volle lasciare alla sua comunità natale un segno concreto di attenzione verso l’educazione dei più piccoli. In questo incontro, la testimonianza del Cardinale Simoni ha trovato una delle sue immagini più belle: un uomo che ha attraversato il buio della persecuzione ha consegnato alle nuove generazioni non il peso del dolore, ma la luce della fede, della libertà interiore, del perdono, della speranza e della pace.
La vita del Cardinale Ernest Simoni mostra che la vera grandezza cristiana non consiste nel potere, ma nella fedeltà; non nell’affermazione di sé, ma nella capacità di amare anche dentro la prova; non nella forza mondana, ma nella mitezza invincibile di chi appartiene a Cristo. Per questo la sua visita ha avuto il valore di una testimonianza che supera il semplice ricordo storico: essa ha parlato al presente, richiamando tutti al valore della dignità umana, della libertà religiosa, della memoria dei martiri, della pace e della riconciliazione.
La presenza del Cardinale Simoni, “martire vivente” secondo la significativa espressione di Papa Francesco, ha consegnato alle comunità incontrate un messaggio di straordinaria attualità: nessuna ideologia, nessuna prigione, nessuna violenza può spegnere la libertà interiore di chi rimane radicato in Cristo. In un tempo segnato da nuove forme di smarrimento spirituale e culturale, la sua voce ricorda che la fede autentica non è fuga dalla storia, ma forza mite e invincibile capace di attraversare la sofferenza e di trasformarla in perdono, speranza e pace.
La visita del Cardinale Ernest Simoni in Valbelluna e a Riese Pio X resterà come un dono prezioso: il dono di una testimonianza che non parla soltanto del passato, ma interpella il presente; non si limita a ricordare la persecuzione subita, ma annuncia la vittoria della fede, della carità, del perdono, della speranza e della pace sull’odio, sulla violenza e su ogni forma di oppressione dell’uomo e della sua coscienza
Fonte: Gazzetta dell'Emilia
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